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FEDRA
da Euripide, Seneca, Racine28 giugno ‘09, teatro San Marco – Trento, ore 20.45
Regia Elena Marino, Assistente alla regia Silvia Furlan
Interpreti: Francesca Iachini, Erica Bassi, Tatiana Micaela Lauriola, Paola Pettenella, Valentina Rigotti, Marta Corradini, Elena Bizzotto, Simone Casciano, Sebastiano Cecchini
Da Euripide a Racine, passando per Seneca, la passione simil-incestuosa di Fedra si declina secondo tutti i tormenti dell’amore non corrisposto: i dubbi, la depressione, l’esaltazione folle, l’incapacità di ascoltare i veri segnali dell’indifferenza, il timore di confessarsi, la sfrontatezza di rivelare, la crudeltà della vendetta, il timore del giudizio sociale. Così Fedra insegue Ippolito, suo figliastro, all’ombra dello scomparso marito Teseo, eroe glorioso ma anche sposo leggendariamente traditore. Così Ippolito insegue Aricia, donna dell’amico d’infanzia Teras, all’ombra della propria fama di ragazzo ostentatamente freddo con le donne. Così Teras insegue il sospettato tradimento, come per ottenere una certezza su Ippolito che non vuole accettare, e una vendetta che non vuole gustare. Gli uomini desiderano il corpo femminile per conquistarlo e possederlo, per una nostalgia senza soluzione di cose irraggiungibili. Le donne desiderano il corpo maschile per la gioventù e la bellezza, per l’orgoglio e la libertà. La passione fa a pezzi entrambi. Soli e gemelli, i protagonisti di "Fedra" sono impegnati a inseguire la propria passione come in una caccia mortale senza possibilità di catturare alcuna preda al di fuori di se stessi: tormentati e distrutti, giocano la propria partita con l’avventatezza dell’età giovane o del cuore innamorato: senza limiti.
