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Live Act 07/08

 

 

PROGRAMMA DEGLI SPETTACOLI

> Programma da scaricare in formato pdf <

CALENDARIO breve SPETTACOLI

PRESENTAZIONE

Teatrincorso Spazio 14 e Il teatro delle quisquilie presentano LIVE ACT 07/08, stagione teatrale che, da mercoledì 24 ottobre a fine aprile, offrirà una programmazione di 21 spettacoli.
Il cartellone è nato dalla collaborazione e direzione artistica di Elena Marino e Massimo Lazzeri, responsabili rispettivamente di Teatrincorso Spazio 14 e dell’associazione Il teatro delle quisquilie, che gestisce il Teatro San Marco, presso cui sarà ospitata l’intera stagione.
L’obiettivo primario è di offrire al pubblico una rosa di spettacoli del panorama trentino, nazionale ed europeo, prodotti da giovani artisti o compagnie che si caratterizzano per il linguaggio contemporaneo ed innovativo.
Alcuni lavori sono inseriti nel circuito Teatronet, che si occupa di promuovere compagnie di tutto il territorio nazionale che si sono distinte per il linguaggio e lo stile contemporaneo, e del quale fa parte anche la compagnia Teatrincorso.
Largo spazio viene dato a compagnie del Trentino: Trento Spettacoli, Emit Flesti, Amaranta, Associazione Lucilla May, oltre alle stesse Teatrincorso e Il teatro delle quisquilie.
La programmazione presenta una notevole varietà di proposte, che possono incontrare l’interesse di varie fasce di pubblico.
Un progetto particolare che coinvolge due differenti comuni della provincia di Trento è quello delle "Troiane" con il testo di Leonardo Franchini, regia di Elena Marino e coreografie di flamenco di Adriana Grasselli, portato sulla scena da attori della compagnia Teatrincorso di Trento e della compagnia di flamenco La Peña Andaluza di Rovereto, progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.
L’attore Andrea Castelli ripropone per 5 serate "1950", che nel marzo scorso aveva registrato il tutto esaurito allo stesso teatro San Marco per ben 9 repliche.
Alcuni lavori valorizzano il teatro come strumento di riflessione, rispetto a temi sociali come l’anoressia e l’AIDS (Dietro lo specchio, Odio i lunedì) o a tematiche storiche ed etiche (Edith Stein e il silenzio di Dio, L’amico ritrovato), altri lo pongono in relazione con altre forme d’arte: la danza, la musica e la poesia (Terra d’ombra, Sonore colonne, Dormono tutti sulla collina, Lasciatemi divertire). Largo spazio viene dato anche a spettacoli che rielaborano testi classici in chiave contemporanea e sperimentale, dandone dei tagli di lettura innovativi e accattivanti.
Ospite all’interno di "Live Act 07/08" sarà infine anche una compagnia di Dresda, con una rappresentazione in lingua tedesca dell’opera di Schiller "I masnadieri".
La collaborazione tra Teatrincorso Spazio 14 e Il teatro delle quisquilie-Teatro San Marco non si limita all’aspetto organizzativo della stagione, ma si estende al campo artistico, per un evento prodotto da Teatrincorso, che a dicembre vedrà in scena insieme artisti delle due compagnie in "Pinocchio", un classico a cui stiamo confezionando un vestito tutto nuovo, che possa piacere ai piccoli e far sognare i grandi.
Live Act 07/08 presenta biglietto d’ingresso con costi accessibili e possibilità di acquisto di CARD e offre, grazie al contributo finanziario con l’Università degli Studi di Trento e l’Opera universitaria , un biglietto speciale per gli studenti dell’ateneo trentino, che potranno accedere agli spettacoli pagando solo 1€.
La collaborazione tra Spazio 14 e Teatro San Marco è un segnale di attività e fermento culturale della città e si rivolge a tutti coloro che amano il teatro nelle sue molteplici forme.
L’iniziativa è realizzata con il contributo finanziario della Provincia Autonoma di Trento, del Comune di Trento, nonché con il sostegno dell’Università degli Studi di Trento e dell’Opera Universitaria. Il sostegno è venuto anche da parte di realtà economiche e sociali del Trentino: imprese e aziende private che hanno voluto incoraggiare l’iniziativa e rafforzare così il legame tra offerta culturale e territorio.

 

BIGLIETTI
12 € intero
9 € ridotto under 18, over 65, militari, studenti Università italiane, aventi diritto
6 € iscritti a tutte le scuole di teatro di Trento
1 € studenti Università di Trento

CARD
48 € Live Act Card per 6 spettacoli a scelta
70 € Super Live Act Card per 10 spettacoli a scelta
Le CARD possono essere utilizzate da non più di 2 persone per ogni spettacolo. Sono in vendita per tutta la stagione, e hanno validità fino ad aprile 2008.

GOLD CARD
240 € per tutti gli spettacoli, con poltrona prenotata per tutta la stagione e ingresso senza fare la fila. La Gold Card è un’opportunità per il pubblico di sostenere la stagione live act 07/08.

BIGLIETTI PINOCCHIO
6 € adulti
4 € bambini

ACQUISTO BIGLIETTI E CARD
- presso la cassa del Teatro Sociale e dell’Auditorium Santa Chiara di Trento
dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19
- presso le Casse Rurali convenzionate, in orario di apertura
- presso la cassa del Teatro San Marco da 30 minuti prima dell’inizio degli spettacoli

I possessori di Card potranno ritirare i biglietti in biglietteria durante l’orario di apertura o al botteghino la sera dello spettacolo; in assenza di disdetta il biglietto verrà emesso regolarmente ed in caso di mancato ritiro non potrà essere rimborsato.

TEATRO SAN MARCO
Tutti gli spettacoli si terranno presso il TEATRO SAN MARCO
Via San Bernardino, 6
38100 Trento (TN)

tel. 0461.233522 (da mezz’ora prima degli spettacoli)

bus A e linea 7
parcheggio Piazza Fiera

ENTI ORGANIZZATORI

Teatrincorso Spazio 14
Via Vannetti, 14
38100 Trento (TN)
tel. 0461.261958 dalle 15 alle 19
info@spazio14.it

Il teatro delle quisquilie
Associazione di promozione sociale
Salita della Spalliera, 4
38100 Trento (TN)
casella vocale 0461.232260
info@teatrosanmarco.it

www.spazio14.it
www.teatrosanmarco.it


MERCOLEDI 24 OTTOBRE 2007
Ore 20.45

Compagnia Emit Flesti

WOYZECK BALLAD

da Georg Büchner

con Alessio Dalla Costa, Francesca Conci, Alessio Delai
progetto luci Paolo Dorigatti
audio Matteo Ischia

regia Rocco Sestito

Tutto accade nella mente di W.
Durante l’ultima notte della sua vita, prima di essere giustiziato, a brevi flash, rivive gli ultimi atti della sua esistenza, quelli che lo hanno portato ad essere lì. Ma la paura, il dolore, lo stato confusionale in cui è ridotto, fanno sì che la sua angusta cella diventi un intero terribile mondo, e i ricordi si trasformino in psichedeliche allucinazioni…
"Ogni uomo uccide la cosa che ama…": C.T. Wooldridge, cavalleggero delle Royal Horse Guards lo fa con la spada, Franz Woyzeck, soldato semplice, lo fa con un coltello. Il protagonista della "Ballata del carcere di Reading" di O. Wilde e quello di "Woyzeck" di G. Büchner, per troppo amore, hanno ognuno ucciso la propria donna. Da qui l’idea di far coincidere le loro figure e il loro destino: Woyzeck e Wooldridge diventano il condannato a morte W.


MERCOLEDI 31 OTTOBRE 2007
Ore 20.45

 

 

Trento Spettacoli

DORMONO TUTTI SULLA COLLINA

testi tratti da Fernanda Pivano, Cesare Pavese, Edgar Lee Masters, Ernest Hemingway, Allen Ginsberg

con Maura Pettorruso
e con Daniele Filosi (chitarre), Mattia Pelli (voce, chitarra, armonica), Ulrich Sandner (chitarra, mandolino, violino)

Nel 1930 Cesare Pavese, assetato di conoscenza e sempre alla ricerca di nuove realtà, si fa mandare dagli Stati Uniti la “Spoon River Anthology” di Edgar Lee Masters. Qualche anno dopo Fernanda Pivano, la ragazza allora allieva di Pavese, che avrebbe poi portato in Italia e tradotto i più grandi autori della nuova cultura americana, riceve il libro. Inizia a tradurlo, quasi per sfida. Quasi per gioco. E se ne innamora perdutamente. Si innamora di “quel ragazzo a cui l’anima volò via” e, all’insaputa del suo maestro, lo traduce.
È l’inizio folgorante di una storia che sembrerebbe un meraviglioso romanzo, ma è storia vera, vissuta da una grande protagonista, “Nanda”, e dai suoi straordinari compagni di viaggio: lo stesso Pavese, Ernest Hemingway, conosciuto a Cortina e mai più dimenticato, Allen Ginsberg.
Una storia che non può che avere come trama musicale la trasposizione della stessa Antologia di Spoon River ad opera di Fabrizio De Andrè, “Non al denaro, non all’amore, né al cielo”. Un matto, un medico, un chimico, un blasfemo, un ottico, un giudice, un malato di cuore, e infine il suonatore Jones riprendono vita nell’opera di De André. Degna colonna sonora di questa storia che parla di sogni, di meraviglie, di sofferenze e di coraggio. (Altre informazioni, foto e recensioni sono reperibili sul sito www.trentospettacoli.it)



MERCOLEDI 07 NOVEMBRE 2007

Ore 20.45

Les Deux Dames – Roma

IL F(O)U ALFRED JARRY

di Luciana Grifi
regia Sergio Basile

con Gianni De Feo, Roberto Turchetta, Donatella Liotta, Alessandra Roca, Andrea Nolfo
costumi Ottavia Valvo
musica Francis Poulenc (a cura del M.o Marco Scolastra)
luci Paolo Romanucci
macchine sceniche di Gianandrea Gazzola

Il 1° novembre 1907, all’età di trentaquattro anni, Alfred Jarry moriva di meningite tubercolare all’Hopital de la Charité di Parigi. Ricorre quindi quest’anno il primo centenario della morte e passare sotto silenzio questa data significa ignorare colui che ha dato vita ad una delle creature più famose del teatro mondiale: Padre Ubu. Ma non è questo il motivo, se non accidentale, che ha spinto l’autrice Luciana Grifi ad interessarsi di Jarry. La motivazione autentica e profonda nasce dal fascino esercitato su di lei dalla personalità e dalla figura di Alfred Jarry, uomo-bambino che rifiutò di crescere e visse la sua vita in equilibrio sul doppio binario della realtà e della fantasia. Durante la sua adolescenza nel collegio di Rennes, Jarry incontrò l’embrione del suo famoso personaggio, lo fece crescere e nascere e lo battezzò col nome di Padre Ubu. Il legame che si stabilì tra i due fu poi così forte e persistente che lo scrittore arrivò al punto di identificarsi con il suo personaggio e firmare la sua corrispondenza personale con il nome di Padre Ubu. Perché dunque non ipotizzare che nella sua casa, al 7 rue Cassette , Jarry vivesse in compagnia di colui che era diventato il suo doppio, specchio

implacabile e ricettacolo/cloaca di tutti i difetti umani, nonché “ignobile doppio”- come lo definì Jarry – di quel pubblico parigino che accolse con insulti e fischi la prima rappresentazione teatrale di “Ubu re”? Ad Alfred Jarry è quindi dedicato questo divertissement nella Parigi dei primi del Novecento, uno spettacolo di impronta “patafisica”, sospeso in una dimensione atemporale, che supera la pur doverosa storicizzazione dei fatti e propone un gioco divertito e leggero tra personaggi storicamente esistiti (Messalina, Apollinaire, Freud) e personaggi da lui inventati (Padre Ubu, Madre Ubu, Faustroll). Uno spettacolo surreale e grottesco in cui rivive l’atmosfera della Parigi dei primi del Novecento, che seppe con i suoi grandi artisti spazzare via il mondo ottocentesco e aprire le porte alla modernità e al nostro tempo.


MERCOLEDI 28 NOVEMBRE 2007
Ore 20.45

Teatrincorso

DIETRO LO SPECCHIO
I believe in perfection

con Barbara Fingerle, Silvia Furlan, Flora Sarrubbo

regia e drammaturgia Elena Marino

produzione > Teatrincorso

con il contributo della Provincia Autonoma di Trento

La breve storia di un tentativo di volo. Di un’ipotetica scomparsa dietro uno specchio che rimanda solo le immagini che gli altri vogliono vedere. Se volessimo dire brevemente, lo spettacolo parla di ANORESSIA, di quell’entità quasi divinizzata che nel mondo del web si fa chiamare "ANA". Eppure così non basta, non è questo. Lo spettacolo parla di tutti, parla di comunicazione e non comunicazione, parla di emozioni, di amarezze, di bellezza, di dolore, di dolcezza, di voglia di combattere comunque. Lo fa con modi provocatori, talvolta sprezzantemente leggeri, spesso intensi.

Una notte come tante, uno spazio vuoto come una vuotezza ideale, perseguita ostinatamente sull’orlo dell’abisso. Un corpo si muove, prende quello spazio, lo fa girare vorticosamente fino allo stordimento, fino alla debolezza estrema che abbandona il corpo nelle mani degli altri, alla ricerca di un’ultima, estrema forma di comunicazione. Il corpo e il suo flusso di pieni e di vuoti, la parole e la loro micidiale capacità di ingabbiare oppure liberare, di costringere o sollevare, di costituire perfette macchine di tortuta basate sull’incomprensione, sulla cancellazione, sulla generalizzazione, sulla distorsione della realtà, dei sentimenti, dei problemi. Lo spettacolo mette in scena una rapida sequenza di immagini emozionali, di testi che affascinano per il loro alludere a qualcosa senza mai arenarsi in etichette facili, per il loro sfidare il fascino stesso di certe parole d’ordine svelando e rovesciandone i meccanismi, creando corti circuiti fra parola e immagine, fra dialogo e azione, corpo e pensiero.

Ci avventuriamo in un territorio difficile, ma con la forza e insieme la lievità delle immagini. Non abbiamo tesi, adoperiamo gli strumenti dell’arte teatrale per aprire piccoli mondi, stanze che non devono rimanere chiuse, pena il soffocamento. Non abbiamo biografie da illustrare, solo esperienze da ripercorrere, sequenze di distrazione quotidiana da rallentare per guardarle meglio, meccanismi di difesa e offesa da estrapolare per vederli sotto un’altra luce, per renderci conto da altre ottiche di cosa si tratta. Abbiamo nello stomaco emozioni e sensazioni che chiedono di essere presi in considerazione, di essere messi sul tavolo. Come il cibo. Su quel tavolo intorno al quale la stirpe umana si siede per condividere il cibo, quindi il nutrimento, dunque la vita. Non usiamo mai la parola "anoressia", ci guardiamo bene dal portare in scena un personaggio etichettato come "anoressica". Perché il linguaggio doloroso che mettiamo in scena riguarda tutti, è nei fallimenti della comunicazione all’interno della famiglia, della scuola, della società che nasce quel linguaggio di difficile comprensione eppure terso, con il quale alcuni decidono di parlare: i cosiddetti disturbi del comportamento alimentare. Anoressia come linguaggio, codice, rito.
Segni da decifrare, che disarmano, ci disarmano, ci rendono vulnerabili.
Interpretare il linguaggio ana significa esplorarne ogni aspetto, riconoscerne la bellezza e l’inconsistenza, la forza e la fragilità, significa sperimentarne logiche, rubarne parole e azioni.
L’essere umano non rinuncia mai a comunicare, anche se talvolta si trova costretto a comunicare con un apparente non-linguaggio. Non si tratta di fame o non fame di cibo: è l’impossibilità di essere se stessi che può condurre un essere umano a scegliere, pur non volendo, la morte.


MERCOLEDI 05 DICEMBRE 2007
Ore 20.45

Il teatro delle quisquilie

LASCIATEMI DIVERTIRE

con poesie di Aldo Palazzeschi, Marino Moretti, Jacques Prévert, Sandro Penna, Eric Fried e altri

con Andrea Bugoloni, Claudia Cristoforetti, Lorena Guerzoni, Gabriella Morassi, Simona Roca, Gregorio Vivori.

Tutto ha origine da una scanzonata e celeberrima “canzonetta” di Aldo Palazzeschi, “Lasciatemi divertire”, che dà il titolo e il “la” allo spettacolo. Un florilegio, un susseguirsi di poesie recitate come (forse) sarebbe piaciuto ai loro autori: senza prenderle troppo sul serio.
Perché anche la poesia può divertire e far divertire, dal poeta che la scrive al lettore che la legge o, come nel nostro caso, dall’attore che la recita allo spettatore che la ascolta e guarda.
Perché la poesia sa leggere e scrivere, ma anche ballare e cantare.
Perché la poesia può trattare di cose serie in modo leggero e di cose leggere in modo serio.
Un tentativo di far amare e capire questa arte, che talvolta appare così lontana e indecifrabile.


MERCOLEDI 12 DICEMBRE 2007
Ore 20.45

Teatrincorso in collaborazione con La Peña Andaluza

LE TROIANE

Testo di Leonardo Franchini

Regia Elena Marino
Coregrafia flamenco Adriana Grasselli

Produzione Teatrincorso
con il sostegno della Fondazione Caritro

Con Flora Sarrubbo, Silvia Furlan, Valentina Colla, Valentina Maselli, Tony Colangelo, Martina De Nisi
Coro Adriana Grasselli, Mariella Di Gregorio e allievi della Peña Andaluza
Percussioni: Tony Colangelo

Lo spettacolo nasce dal testo di Leonardo Franchini – rielaborazione originale della tragedia euripidea “Le Troiane” – che accosta l’antica dimensione popolare e coreutica della tragedia greca a quella più recente e diffusa nell’area mediterranea del Flamenco. “Le Troiane” porta in scena le donne di Ilio dopo la sconfitta e il saccheggio della loro città e parla visceralmente all’uomo contemporaneo. Parla del tempo in cui la violenza dei vincitori si riversa su quanti le guerre non le combattono direttamente ma le subiscono, soprattutto donne e bambini. La figura della donna, l’essenza del suo dolore e della sua passione legano gli antichi ritmi e la dimensione corale della tragedia greca ai ritmi e alle figure, all’anima profonda e alla vocazione intima del flamenco: il duende, l’estro, la passione, l’estemporaneità, il costante ammiccamento alla morte, come direbbe Garcia Lorca: “il duende non arriva se non vedi una possibilità di morte, se non sai che dovrai corteggiarla, se non hai la sicurezza che dovrà cullare quei rami che tutti portiamo con noi, e che non hanno, non avranno mai, consolazione”. Dispersi per l’Europa e oltre l’Europa, coloro che ci hanno trasmesso il Flamenco, alla pari dei profughi e delle vittime di ogni guerra, portano con sé la persistente e speciale memoria degli antichi ritmi dell’anima.


VENERDI 21 DICEMBRE 2007
Ore 20.45
SAB 22 – MA 25 – ME 26 DICEMBRE 2007
Ore 17.30

Teatrincorso

PINOCCHIO

Regia Elena Marino

con Antonio Colangelo, Silvia Furlan, Massimo Lazzeri, Mara Pieri.

Per bambini e adulti

Capolavoro di Collodi, "Pinocchio" è una storia inesauribile, ricca di rimandi a tutto il patrimonio delle fiabe, eppure profondamente radicata nella vita e nei paesaggi dell’Italia che fu. Una storia che offre innumerevoli spunti per la messinscena teatrale, e che per i bambini si trasforma in un fascinoso incontro con personaggi memorabili e vicende archetipiche.
Il nostro spettacolo si fonda innanzitutto su un’attenta fedeltà al testo originale di Collodi, che resta incredibilmente denso e poetico da un lato, ironico e divertente dall’altro. Inoltre, sulla scelta di ‘giocare’ sul filo rosso della nostalgia, quello stesso sentimento che emana dal rapporto fra Pinocchio e la Bambina dai Capelli Turchini. Crediamo che questo sentimento di ‘nostalgia’, come ricerca di ciò che ci era familiare e ci ha costruito, sia qualcosa di bello e importante, perché legato al mondo dell’infanzia e contemporaneamente allo sviluppo della personalità adulta. Radici, ricordi e amori danno la forza per affrontare la vita e inventarsi (= trovarsi) rinnovati dopo le difficoltà.
Da qui, la scelta di proporre nella scenografia e nella messinscena le atmosfere della Belle Epoque e dei teatrini di carta o giocattolo, che sono stati il gioco preferito di tempi passati e oggi sono il patrimonio di musei e collezionisti. Un piccolo grande teatrino dunque, nel quale tanto i bambini quanto gli adulti intraprendono un viaggio alla scoperta e riscoperta continue del confronto fra l’individuo e le richieste avanzate dalla vita e dal vivere sociale, fino alla conquista della responsabilità e dell’autonomia di decisione. Da qui anche la scelta di musicare

alcune parti di racconto e azione scenica, dove la profonda dimensione emotiva e allo stesso
tempo divertente del racconto emergono coinvolgendo gli spettatori. Il percorso della narrazione viene particolarmente arricchito nella dimensione teatrale, nella quale la metafora del burattino e del palcoscenico diventano segni concreti della macchina narrativa messa in moto da Collodi. Il fascino e la nostalgia emanati dalla Bambina dai Capelli Turchini, l’umoristica tristezza di Geppetto, la magnanima severità di Mangiafoco, l’irresistibile cialtroneria del Gatto e della Volpe, la seducente illusione del "bullo" Lucignolo, le caratteristiche proprie di tutti gli altri personaggi che s’incontrano durante la vicenda, permettono a Pinocchio di sbagliare ma, attraverso i propri errori, di crescere.
Tra canzoni, gag, momenti visionari e ricostruzioni reali, interazione con i bambini e caratterizzazione dei personaggi, il divertimento è assicurato: l’allegria della fiaba offre a teatro l’opportunità di rivivere insieme, nella piccola comunità degli spettatori, emozioni che costruiscono in positivo la personalità di ciascuno.


MERCOLEDI 16 GENNAIO 2008
Ore 20.45

Il teatro delle quisquilie

L’AMICO RITROVATO

tratto dall’omonimo libro di Fred Uhlman

con Massimo Lazzeri, Bruno Vanzo e Giovanni Formilan
costumi Tiziana Mosna
scene Francesca Postinghel e Maurizio Perri

adattamento e regia Roberto Marafante

Ambientata a Stoccarda nel 1932 è la storia di due ragazzi, che nell’arco di un anno scolastico, scoprono quanto profondo e gioioso, ma anche quanto doloroso possa essere un rapporto di amicizia. L’amicizia è appunto il filo conduttore di questo spettacolo in cui la vicenda dei personaggi principali diventa l’archetipo delle relazioni umane, dove il bianco e il nero inevitabilmente si “colorano” e si “sporcano” a vicenda.
Al di fuori di un mondo che precipita nel baratro del nazismo e delle persecuzioni raziali, si incontrano questi due personaggi distanti anni luce per cultura e ideologia: il narratore, ebreo figlio di medico, e l’amico, aristocratico e figlio di antica stirpe ariana che sostiene il nazismo.
Per chi non conosce questa forte, eppure poetica, storia di “razzismo”, non sarebbe giusto narrare il finale che è un vero colpo di scena e che fa tenere il fiato sospeso su questo evolversi di un rapporto intenso, in un’epoca che non ammetteva errori o distrazioni. Può essere un modo diverso per onorare “il giorno della memoria”, un modo che regala uno spiraglio di speranza, perché è possibile credere che i “figli” possano ricomporre ciò che i “padri” hanno diviso.
Lo spettacolo si snoda come la ricostruzione di una testimonianza di una persona ormai vecchia che racconta il suo ricordo, la sua nostalgia di una giovinezza tradita. Come in un puzzle scomposto, dove tutti i pezzi man mano torneranno al loro posto, attraverso musica, canzoni, immagini si arriverà ad avere un chiaro quadro di un mondo che, nella sua essenza, disgraziatamente, ancora non è troppo lontano da noi.


MERCOLEDI 23 GENNAIO 2008
Ore 20.45

Amnesia Vivace

DUX IN SCATOLA
Autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito

collaborazione artistica Valentina Cannizzaro e Gabriele Linari
disegno luci Marco Fumarola
foto di scena Valerio Cruciani e Alessandra D’Innella

drammaturgia e regia Daniele Timpano

Una produzione di amnesiA vivacE. In collaborazione con Rialto Santambrogio e UbuSettete periodico di critica e cultura teatrale.

Spettacolo finalista Premio Scenario 2005.



SPETTACOLO DEL CIRCUITO TEATRONET

Nella nostra bella Italia, tra le due guerre, fioriva in Italia uno statista meraviglioso:Benito Mussolini. Facciamo uno sforzo d’immaginazione collettiva: fate conto che sia io. Morto.
Un attore – solo in scena con l’unica compagnia di un baule che viene spacciato come contenente le spoglie mortali di “Mussolini Benito”- racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce, da Piazzale Loreto nel ’45 alla sepoltura nel cimitero di S.Cassiano di Predappio nel ‘57. Alle avventure post-mortem del cadavere eccellente si intrecciano brani di testi letterarii del Ventennio (Marinetti, Gadda, Malaparte…), luoghi comuni sul fascismo, materiali tra i più disparati provenienti da siti web neofascisti, nel tentativo di tracciare Il percorso di Mussolini nell’immaginario degli italiani, dagli anni del consenso agli anni dei memorabilia nostalgici. L’attore, costretto ad avvicinare la materia da una lontananza cronologica e ideologica immensa, gioca una identificazione posticcia con l’oggetto del suo racconto, parlando sempre in prima persona, come se il suo corpo contenesse la forza criminale del fascismo tra le sue quattro ossa. Una identificazione che è appunto

posticcia, visto che in scena non c’è nessun tentativo di rappresentare un personaggio-Mussolini: il duce degli italiani è nel baule, o al limite nella tomba di Predappio. L’assimilazione forzata tra il soggetto (Daniele Timpano: “sinistramente” vivo) e l’oggetto (Mussolini Benito: “destramente” morto) del racconto riconferma la lontananza irriducibile tra due visioni del mondo inconciliabili.


MERCOLEDI 30 GENNAIO 2008
Ore 20.45

Teatro dell’Aleph

EDITH STEIN E IL SILENZIO DI DIO

con Carolina Chissotti, Salvatore Auricchio e Lucia Pia Usuelli

testo e regia Giovanni Moleri

Lo spettacolo è liberamente tratto dagli scritti filosofici ed epistolari raccolti dopo la morte di Edith Stein ed è costituito dal susseguirsi di flashback, musiche ed evocazioni sulla vita della filosofa, immolata sull’altare della pazzia nazista. In esso si intrecciano i temi della crisi dell’umanesimo moderno con i fatti della vita di Edith Stein, evidenziando la cultura che ha portato alla manifestazione della violenza nazista ed alla sua intolleranza nell’accettare ogni altro essere e valore che non fosse uguale a sé. Infine lo spettacolo pone la profonda domanda che il cuore della storia porta con sé davanti ad ogni terribile catastrofe, naturale o provocata dall’uomo, la domanda rivolta all’universo o Dio: com’è possibile che tutto ciò possa accadere?


MERCOLEDI 13 FEBBRAIO 2008
Ore 20.45

Associazione Lucilla May

TERRA D’OMBRA

Danza Compagnia SullaSoglia
Musica Ensemble Lucilla May
Miriam Mel soprano, Barbara Bertoldi violoncello
Scenografie Alda Failoni

Regia Manuela Girardi

L’indefinibile riflesso di sé – musica danza arte.
Un concerto in cui musiche colte e leggere si alternano, creando momenti sonori nuovi per l’accostamento inconsueto di stili e generi. In una scenografia, in cui protagonista è l’ombra, in senso anche metaforico, la danza crea suggestioni e prospettive e lega spazio, musica e movimento.


DOMENICA 17 FEBBRAIO 2008
Ore 20.45

Scuola di Teatro TS14 – Allievi 2°anno

ALICE UNDERGROUND

Da Lewis Carroll

con Giulia Ancona, Andrea Bertoncello, Fabrizio Brugnara, Antonio Colangelo, Valentina Colla, Michele Comite, Flavio Dalprà, Christian Degasperi, Lara Finadri, Mauro Lunelli, Enrica Mantovani, Imma Mondelli, Elisa Pinna, Valentina Pintarelli, Josè Manuel Rodriguez Fernandez, Monica Santini, Federico Scarpinato, Rocco Scolozzi, Elisa Toccoli

collaborazione alla regia Silvia Furlan e Mara Pieri

Regia Elena Marino

Spettacolo vincitore del Premio Migliori Scenografie e Premio Stile In Scena al RomaTeatro Festival 2007

Il testo originario di Lewis Carroll inteso come un generoso atto d’amore da parte di un adulto per un bambino, ma anche quale dono per tutti gli adulti che sono cresciuti soffocando la loro doppia vista, il modo proprio dei bambini di vedere con altri occhi la realtà, di intenderene le ombre e i pertugi, i passaggi segreti, i risvolti, e soprattutto l’assurdità implicita nel cosiddetto ‘mondo dei grandi’.
La levità della sua favola è infatti ben radicata nell’oscurità del profondo, come un albero che affondi le sue radici nel cuore dell’essere umano e della sua esperienza in questo pianeta.
Con Alice si sorride, si incontrano personaggi buffi, si ha a che fare con tutto l’armamentario di un mondo bambino, ma in realtà si capisce chiaramente che il sorriso nasconde l’esatto taglio di un lucido sguardo sulle cose della vita.



MERCOLEDI 20 FEBBRAIO 2008

Ore 20.45

Amaranta

SONORE COLONNE

con Mirka Perseghetti – voce
Lorenzo Luciani – chitarre
Michele Kettmaier – pianoforte
Roberto Bertocco – contrabbasso

“Sonore colonne” è un viaggio musicale, un’esplorazione del vastissimo mondo delle soundtracks cinematografiche. Questo settore della musica permette di spaziare fra tutti i generi compositivi e fra epoche diverse, dando modo di inventare arrangiamenti contrassegnati dalle sonorità acustiche, familiari ad “Amaranta”, formazione acustica composta da voce, pianoforte, chitarre e contrabbasso.
La scelta del repertorio ricade sui brani più toccanti del cinema internazionale, poiché l’obiettivo del progetto “Sonore colonne”, è quello di far rivivere le emozioni provate durante la visione di pellicole più o meno famose, attraverso le canzoni che hanno reso indimenticabile una particolare scena del film.

“Sonore colonne” rappresenta una pausa (musicale!) in una stagione teatrale dove la musica, solitamente al servizio del teatro, diventa, per una sera, la protagonista.


 

MERCOLEDI 27 FEBBRAIO 2008
Ore 20.45

Opera Prima

ATTESE

Con Tiziana Battisti, Agnese Chiara D’Apuzzo, Francesco D’Atena, Maria Elena Lazzarotto, Zahira Silvestri
Scene e costumi Giorgio Distefano

Ideazione e regia Francesco Gigliotti



SPETTACOLO DEL CIRCUITO TEATRONET

La storia è ferma, probabilmente non esiste. Ogni giorno si ripete sempre uguale, perché le differenze non si vedono, cioè a dire tutto è indifferente, fino a che la notte compiendo l’inesorabile inghiotte il giorno sancendone la fine.
Nessun ricordo permane, l’oblio cancella i contorni della memoria, confonde eventi, anni, incontri. In questo procedere, in un luogo che ha in comune col resto del mondo solo la forza di gravità, ma che sembra esso stesso il mondo, poche anime sparute vivono nell’indugio e nell’indolenza di un tempo che pur trascorrendo non passa, trovandosi loro malgrado in situazioni comiche e paradossali. Ogni tentativo fatto dai personaggi di convivere condividendo lo spazio vitale diventa grottesco, l’unica cosa che resta da fare è assolvere al proprio destino. Iro e One ne hanno uno preciso: attendere. Nell’attesa di un incontro che pare debba cambiargli la vita , consumano tutta la loro esistenza, di cui poco o nulla ricordano. I due incontrano un signore e il suo servo, ed anche un piccolo monello che deve dar loro notizie importanti. Questo è quello che sembra succeda…ma forse non accade e non accadrà.
Lo spettacolo è ispirato al teatro dell’assurdo, dove emergono i grandi temi della solitudine e dell’angoscia di esistere.
L’attesa è metafora del vivere contemporaneo che si sostanzia nei comportamenti dei

personaggi di fronte alla necessità di fornire istante dopo istante un senso qualsiasi alle loro vite. Nel gioco della rappresentazione l’uso della maschera della Commedia dell’Arte d’influenza napoletana, si rivela come scelta essenziale nell’alternarsi dei ruoli. Il senso del comico e del tragico dell’attesa, trova così, un equilibrio singolare capace di misurarsi con i grandi temi della letteratura del novecento. E’ proprio l’utilizzo del codice energico dei personaggi di basso rango a inventare l’azione drammatica e il senso irresolubile della vita in una grottesca serie ininterrotta di eccetera eccetera.


MERCOLEDI 05 MARZO 2008
Ore 20.45

Panisches NOt-Theater

DIE RÄUBER / I MASNADIERI
Un dramma con musica punk

di Friedrich Schiller

con Utz Pannike, Matthias Manz e Carola von Grot

SPETTACOLO IN LINGUA TEDESCA

Due fratelli – due progetti di vita: l’uno studia, ha successo, l’altro rimane a casa. L’uno riceve l’eredità, una moglie, l’altro non riceve nulla, a meno che non tolga qualcosa al primo. Entrambi sono figli della gerarchia, della concorrenza e dell’egoismo. Un’amara battaglia per il successo, il riconoscimento e l’ amore comincia.
L’uno diventa rivoluzionario, l’altro despota. Alla fine si trovano entrambi davanti al nulla. Tra di loro c’è una donna, Amalia, che sa donare amore, vittima indifesa e tuttavia guerriera che combatte per i propri sentimenti.
Che cosa ci riporta costantemente a questa amara lotta per l’affermazione di sé, per l’ amore e per il riconoscimento? Come mai perdiamo così spesso questa battaglia?
Alla fine ci troviamo davanti alle macerie delle nostre idee annientate e l’anima è diventata l’assassino dei nostri sogni.
Questa è l’essenza del dramma recitato in modo avvincente con tanta musica e umorismo.


MERCOLEDI 12 MARZO 2008
Ore 20.45

Il teatro delle quisquilie

In collaborazione con la LILA – Lega Italiana per la Lotta all’Aids e l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari-Servizio educazione alla salute di Trento

ODIO I LUNEDI

di Massimo Lazzeri

con Maura Pettorruso e Massimo Lazzeri

Uno studio radiofonico, due conduttori, un programma settimanale di intrattenimento, dal titolo “Odio il lunedì”. Della buona musica (soprattutto rock), un computer per leggere le e-mail degli ascoltatori, un cellulare per gli sms, un telefono per le interviste. Più un pretesto: la battuta di un ascoltatore, una notizia sul giornale, un’indagine vista di sfuggita su internet. L’argomento del giorno, della trasmissione diventa l’AIDS. Un argomento che ha fatto molto disutere, ma di cui si parla poco, perché ci sembra lontano, sembra che non ci riguardi e che non ci possa riguardare. Ma c’è.
Tra canzoni, mail, interviste, scambi tra i conduttori e con gli ascoltatori prenderà vita una vicenda che, lontana da stereotipi e da semplicismi, arriverà al cuore degli spettatori portando precise informazioni filtrate dalle voci dei vari personaggi.
Lo spettacolo è realizzato in collaborazione e con la supervisione della LILA-Lega Italiana per la Lotta all’Aids e dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari-Servizio educazione alla salute di Trento. Un volontario della LILA sarà presente allo spettacolo e condurrà la discussione finale.


SABATO 29 E DOMENICA 30 MARZO 2008
Ore 20.45


Carichi Sospesi – Padova

NORTH B-EAST

di e con Silvio Barbiero e Misconel



SPETTACOLO DEL CIRCUITO TEATRONET

C’è un inquinamento che sfugge alle sigle e ai numeri, più sottile delle polveri, più impalpabile dei gas e dei fumi, si infila nelle trame dei nostri cuori, devindo i pensieri e le azioni.
Gli effetti sono imprevedibili, eppure a questo disagio diffuso che ci siamo costruiti attorno, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficile sfuggire.
I due protagonisti descrivono solo i particolari di Padania City, il luogo in cui vivono, amano, incontrano e torturano sopra ogni cosa se stessi, luogo che li ha trasformati in north beast.


SABATO 05 E DOMENICA 06 APRILE 2008
Ore 20.45

Teatrino del Rifo

DUE UOMINI E UN CULLO

di e con Giorgio Monte e Manuel Buttus



SPETTACOLO DEL CIRCUITO TEATRONET

Due single irriducibili. E un misterioso “cullo”. Che un giorno viene recapitato come un pacco, lasciato lì, inspiegabilmente, sulla porta della loro impeccabile e asettica garçonniere hi-tech. Ed è subito caos nella consolida routine di questi due maschi rigorosamente “baby-free”. Ma come sbarazzarsi dell’ingombrante poppante? E soprattutto a chi appartiene l’irritante frugoletto? Chi ha potuto anche solo pensare che quei due possano trasformarsi in “mammi”? Effettivamente sembra piuttosto improbabile che i due abbandonino le loro impenitenti abitudini, i loro riti da scapoli, che rinuncino da un giorno all’altro alle loro uscite serali, alle conquiste, ai loro viaggi, per sostituire tutta questa gaudenza con notti in bianco passate a riaddormentare il pupo, fra biberon da sterilizzare e pannolini da cambiare. E invece… qualcosa succede: dopo una serie di irresistibili vicissitudini , la nostra “strana coppia” finirà credere che con questo “cullo” il destino ha proprio bussato alla loro porta!


SABATO 12 E DOMENICA 13 APRILE 2008
Ore 20.45

La Barraca

SILENZI
Seconda suite per corpi in ascolto

Con Francesco Liuzzi, Rossana Micciulli
Musiche Elis Regina, London Session Orchestra, Gianna Nannini, Alberto Iglesias
Immagini Video Orazio Garofalo
Foto di Scena Ivana Russo

Ideazione e regia Nuccia Pugliese

Spettacolo Finalista Premio Scenario 2003



SPETTACOLO DEL CIRCUITO TEATRONET

Questo spettacolo nasce da una percezione e da una convinzione: la percezione o meglio la somma di percezioni visive e sonore che illustrano e costellano – secondo il codice enigmatico e intermittente proprio dei sogni – una dimensione interiore che fa sentire all’individuo di “essere” al di qua e anche al di là di ogni autocoscienza razionale; la convinzione, profonda e progressiva tanto da diventare l’idea – guida di tutto il nostro lavoro scenico, è che quella dimensione, che chiameremo qui la residua “angelicità” dell’essere uomini, costituisca la vera sostanza della macchina umana: atopica – unico luogo che la ospita è il Teatro, sommo “non luogo” ma anche unico mondo abitabile – indicibile eppure espressiva perché parlante tutti i linguaggi – corpo, occhi, colori, suoni – oltre che tutti i silenzi. In termini consacrati, e logorati, dall’uso di tradizione o di dottrina, potremmo dire “anima” o “immaginario” o ancora “mondo interiore”: cui dare rappresentazione percettiva, una sorta di visibilità totale anche se sospesa nel territorio indefinito dello spazio scenico. In realtà si tratta per noi della possibilità – unica e


SABATO 19 APRILE 2008
Ore 20.45

Teatrincorso

L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA
di Luigi Pirandello

Con Michele Comite

Regia Elena Marino

Il dialogo, liberamente tratto dalla novella scritta nel 1923 dallo stesso Pirandello intitolata "La morte addosso", viene qui trasformato in un monologo allucinato e toccante, durante il quale l’attore e il personaggio attraversano con tesa inquietudine e divorante malinconia il paesaggio dell’esistenza: alla distrazione dei molti che non si accorgono di vivere si contrappongono la lucida acutezza e lo sguardo passionalmente attento ai dettagli di chi ha i giorni contati. L’estenuante bellezza della vita, in ogni suo prezioso istante, diventa l’ossessivo tormento di un uomo che intraprende il suo ultimo amaro viaggio, fatto di solitudine e malinconia.