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Le Troiane

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Ideazione e testo di Leonardo Franchini dalla tragedia di Euripide

Con:
Flora Sarrubbo, Silvia Furlan, Valentina Colla, Valentina Maselli, Tony Colangelo, Martina De Nisi.
Coro:
Adriana Grasselli, Mariella Di Gregorio e allievi della Peña Andaluza (flamenco)
Percussioni:
Tony Colangelo
Regia:
Elena Marino
Coregrafia flamenco:
Adriana Grasselli

Con il sostegno della Fondazione Caritro

Lo spettacolo nasce dal testo di Leonardo Franchini – rielaborazione originale della tragedia euripidea “Le Troiane” – che accosta l’antica dimensione popolare e coreutica della tragedia greca a quella più recente e diffusa nell’area mediterranea del Flamenco.
“Le Troiane” porta in scena le donne di Ilio dopo la sconfitta e il saccheggio della loro città e parla visceralmente all’uomo contemporaneo. Parla del tempo in cui la violenza dei vincitori si riversa su quanti le guerre non le combattono direttamente ma le subiscono, soprattutto donne e bambini.
La figura della donna, l’essenza del suo dolore e della sua passione legano gli antichi ritmi e la dimensione corale della tragedia greca ai ritmi e alle figure, all’anima profonda e alla vocazione intima del flamenco: il duende, l’estro, la passione, l’estemporaneità, il costante ammiccamento alla morte, come direbbe Garcia Lorca: “il duende non arriva se non vedi una possibilità di morte, se non sai che dovrai corteggiarla, se non hai la sicurezza che dovrà cullare quei rami che tutti portiamo con noi, e che non hanno, non avranno mai, consolazione”.
Dispersi per l’Europa e oltre l’Europa, coloro che ci hanno trasmesso il Flamenco, alla pari dei profughi e delle vittime di ogni guerra, portano con sé la persistente e speciale memoria degli antichi ritmi dell’anima.