Calendario TS14

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Live Act 08/09

estrema_mente: passione e disillusione
> spettacoli / performance / workshop
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contatti info | presentazione | programma | biglietti |

Ore 20:45 – Presso Teatro San Marco e Spazio 14, Trento

INFO: 346.6050763, 346.6049354, 347.8517721 – tel/fax 0461.261958

LIVE ACT 08/09 > EXTREMA_MENTE // TS14 (Teatrincorso Spazio14)

Incursioni nel teatro contemporaneo e linguaggi collaterali
Nuovo teatro, nuovi linguaggi, all’insegna di un’indagine permanente sulle modalità babeliche ed estreme della comunicazione umana. Live Act > Extrema_mente seziona scene contemporanee, compie incursioni, accosta visioni: che almeno un elemento sia portato all’estremo. Alla ricerca di ciò che rimane della Passione, motore scatenante dell’umano agire, e della Disillusione, suo contrappunto infinito nel ritmo pulsante del cuore.

Spazio per incursioni nel teatro contemporaneo e linguaggi collaterali, Live Act è un progetto articolato di produzione spettacoli e ospitalità culturale, che si manifesta in una forma innovativa di stagione teatrale. Indaga, nel territorio della spettacolarizzazione, i linguaggi che parlano il vivere contemporaneo, scegliendo ogni anno temi e direzioni differenti che attivino la ricerca.
Gli appuntamenti proposti sono all’insegna della trasversalità ed eterogeneità dei linguaggi artistici, ma collegati dalla riflessione sul mondo contemporaneo e sul contesto sociale, territoriale, politico.
Le produzioni di spettacolo messe in campo toccano il teatro visivo, la sperimentazione sonora, le installazioni, la performance, la visual art e ruotano attorno alla necessità di ricerca, sperimentazione, investigazione della materia visiva e sonora e del loro rapporto con la società nell’ambito globale, anche attraverso un ripensamento del piano locale.
Ci interessa un teatro come strumento di indagine e di scrittura, di ricerca e di sperimentazione sul tema vitale della comunicazione, quindi dell’agire politico e sociale, relazionale e presente.
Teatrincorso Spazio 14 (www.teatrincorso.it) segue un progetto coerente che ha portato la compagnia in questi anni ad attuare, oltre alla produzione di spettacoli, un investimento territoriale con l’apertura di Spazio 14, centro creativo e formativo che ospita l’omonima scuola di teatro, e a sostenere gli appuntamenti di Liive Act in collaborazione con altri soggetti, fra i quali, in forma privilegiata, il Teatro San Marco (www.teatrosanmarco.it).

Direzione artistica e organizzativa: Teatrincorso Spazio 14
Con il sostegno finanziario di Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Università degli Studi di Trento e Opera Universitaria di Trento, C.U.C. – Trento
In collaborazione con Teatronet (Circuito Nazionale del Nuovo Teatro) e Teatro San Marco di Trento

INFO: cell. 346.6050763, 349.4335645, 347.8517721 – Tel/fax +39.0461.261958
Email: spettacolits14@gmail.com – Sito web: www.teatrincorso.com

Biglietti

Intero 10€, Ridotto 8€, Ridotto TS14 e scuole di teatro/musica/danza 6€,

Studenti UNITN 1€
Cinema: 2€, studenti UNITN 1€

TS14 CARD: 10€ (dà diritto a entrare a tutti gli spettacoli al prezzo ridotto di 6€ e a ottenere lo sconto riservato a TS14 per il seminario “Political Body”).

Prevendita on-line dal sito www.teatrincorso.com > dà diritto al prezzo ridotto (8€) invece dell’intero per un acquisto minimo di 2 biglietti, al prezzo di 6€ invece di 8€ (ridotti per aventi diritto) e al prezzo di 5€ invece di 6€ (scuole) per un acquisto minimo di 4 biglietti.

I biglietti saranno ritirati presso la cassa il giorno dello spettacolo, dietro presentazione della stampa della ricevuta ed eventuale documento per dimostrare il diritto al ridotto o l’iscrizione a una scuola di teatro / danza / musica.

Gli studenti universitari devono mostrare una tessera di riconoscimento per avere diritto al biglietto da 1€.

* Gli abbonati di “QT – Questotrentino” in possesso di “QT Card” avranno diritto a uno sconto del 20% sul prezzo del biglietto intero.
* Con il biglietto di uno spettacolo di Extrema_mente del mercoledì si può ottenere in omaggio la sera stessa un free drink presso Spazio Off in via Venezia 5 a Trento (340.6895613).

Tutti gli spettacoli, performance e workshopsi tengono, come indicato per ciascuno, presso il Teatro San Marco, in via San Bernardino 6, e presso Spazio 14, in via Vannetti 14 a Trento. Il workshop “Political Body”, che si terrà solo se verrà raggiunto il numero minimo di iscritti (10), è previsto presso Spazio 14 dalle 18:00 alle 23:00.

TS14 CARD: 10€ (dà diritto a entrare a tutti gli spettacoli al prezzo ridotto di 6€ e a ottenere lo sconto riservato a TS14 per il seminario “Political Body”).

TS14 Card – Live Act 08/09 > Extrema_mente

Se acquisti on-line un n. min. di biglietti c’è lo sconto!





05/12/’08 ore 20:45 – Teatro San Marco Macelleria Ettore / Milano / “La porta aperta. Piccola tragedia familiare”

Con: Maria Elena Latini, Adele Pardi, Maura Pettorruso e Paolo Maria Pilosio

Regia: Carmen Giordano

Un omaggio a “Le muse orfane” di  M. M. Bouchard

La Porta Aperta è stato coprodotto da ARMUNIA (Festival degli Etruschi), ha debuttato in forma di studio al Festival Inequilibrio 2008, è finalista di Nuove Espressioni 2008 e vincitore di PREVISIONI 2008 – Nuove Proposte per la Scena Milanese.

La madre fugge in Spagna con Federico, un uomo molto simile a Zorro. Il padre, in preda alla disperazione, si arruola nell’esercito. Ora è un eroe di guerra, ma è morto. Luc eredita una valigia piena di abiti spagnoli: sua madre ha intuito che ha un talento nascosto. Catherine eredita la casa e i tre fratelli senza che sappia cucinare, né cucire. Martine eredita una buona dose di rabbia e il sogno di diventare militare come suo padre. I fratelli maggiori raccontano a Isabelle che sua madre è morta in Spagna. Una porta chiude fuori il paese e dentro la famiglia Tanguy. E quando si apre la porta? Uno spettacolo sul passaggio dall’essere figli all’essere persone. Un’indagine ironica e spietata sul processo di creazione della propria identità. Uno spettacolo per dire che Il bello di una famiglia è di saperla lasciare.


21/12/08 ore 20:45 – Teatro San Marco

Teatrincorso / Trento / “Today – studio per Life is Now”

Marketing emozionale. Civiltà liquida. Global Air. Tempo d’attesa. Mete di viaggio. Sovrapposizioni di voci, incastri di mondi, fraintendimenti programmati., disattivazione di realtà. L’aeroplano e il cellulare. Schianti. …è sempre adesso… mi senti? …è sempre adesso, non sarà mai domani, né ieri. …Io non ricordo più nulla… certo che sto bene! …sto magnificamente… mi sento una nuova energia che irradia dall’antenna del cellulare e dalla batteria al litio del mio iPod, mi sento dentro la corrente, sto magnificamente! …perché è sempre adesso e non ci sarà mai un domani… Sai cos’è? È che il cuore è un oggetto che può essere preso e spostato, tolto, richiuso, messo da parte. Il cuore è un oggetto – banalmente – ingombrante, che può essere tolto di mezzo. L’effetto è di leggera sonnolenza e un po’ di dolore – cosa sopportabile, però. Qui, al centro del petto. Gli oggetti sono elementi componibili del mondo reale, manovrabili e manipolabili. Il cuore è un oggetto. Il cuore talvolta ha consistenza gommosa, può essere masticato e sputato. Ma è molto meglio non assaggiarlo. Assorbe molto. Talvolta sapori piuttosto amari.

Studio per il tempo presente.


27-28-29/12/08 ore 20:45 – Teatro San Marco
Quell’estrema voglia di cinema in bianco e nero…

A cura di TS14

Proiezione non-stop di film introvabili, desiderabili, passionali, illusori…

Ingresso: 2€ / studenti UNITN 1€
Aperitivo e altri sfizi estremi.


16/01/09 – ore 20:45 – Teatro San Marco

Compagnia Di Luca, Setti, Stano / (Marghera) Venezia / “Nuvole barocche

Di e con: Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano

”Intenso lavoro di invenzione e movimento, realizzato da tre giovani attori che formano un corpo solo, per una drammaturgia del sequestro, tra microcriminalità e disperazione urbana”. Questa la motivazione della Giuria del Premio alle arti sceniche ”Dante Cappelletti”, edizione 2007, che, su 7 progetti scremati tra una rosa di 198, ha selezionato con segnalazione speciale il lavoro Barocco a tre, poi ribattezzato in Nuvole Barocche. In scena, sono Nico l’anarchico, Beppe l’alcolizzato, Pier l’emarginato, tre teppistelli sbandati e balordi, in cerca del colpo che cambia la vita. Nel chiuso di uno squallido scantinato di una qualsiasi periferia metropolitana, progettano il rapimento di un bambino, puntando lì le carte sbagliate di un possibile riscatto, ma finiscono solo per implodere in un feroce gioco al massacro a tre e per azzerare ogni orizzonte di futuro…

Circuito Nazionale del Nuovo Teatro – TEATRONET


24/01/09 – ore 20:45 – Spazio 14

Carla Esperanza Tommasini / Trento-Londra / “Wish You Were Here” (EROS project) / performance

Nata in Venezuela e cresciuta in Italia, Carla Esperanza vive e lavora a Londra dove collabora con la Pacitti Company e lo Spill Festival of Performance.

A Lover’s Discourse’ – Drawing from personal mythologies and inspired by Roland Barthes ‘A Lover’s discourse’, Carla Esperanza developed this solo performance around the idea of the soliloquy of the lover and the images that characterize the status of the subject in love. Exploring notions of desire, identification, absence and the fragility of the love relations, Carla Esperanza plays with objects, words and their repetition trying to give a shape to inexpressible feelings. Combining theatre, performance and live sound interventions, in collaboration with Ootchio, ‘Wish you were here: a Lover’s discourse’, aims to embark the audience in a visceral journey through a detailed anatomy of desire and a celebration of love… with a touch of magical alchemy.

Discorso di un amante – Tratto da mitologie personali e ispirato ai “Frammenti di un dialogo amoroso” di Roland Barthes -, Carla Esperanza ha sviluppato questa performance intorno all’idea del soliloquio dell’amante e le immagini che caratterizzano lo stato del soggetto che ama. Esplorando le nozioni di desiderio, identificazione, assenza e fragilità delle relazioni d’amore, Carla Esperanza gioca con gli oggetti, le parole e le loro ripetizioni tentando di dare una forma a emozioni inesprimibili. Combinando teatro, performance e interventi sonori dal vivo, in collaborazione con Ootchio, “Wish you were here: discorso di un amante”, mira a condurre il pubblico in un viaggio viscerale attraverso una dettagliata anatomia del desiderio e una celebrazione dell’amore… con un tocco di magica alchimia.


02-03/02/09 – ore 20:45 – Spazio 14

Kataklisma / Roma / “Political Body ” / workshop

Seminario e incursione pratica nel teatro–danza con Elvira Frosini e Giacomo Calabrese, della compagnia romana Kataclisma (Consorzio teatrale Ubusettete di Roma).

INFO: 346.6049354 – corsits14@gmail.com


04/02/09 – ore 20:45 – Spazio 14

Kataklisma / Roma / “Reperto #1”

con Elvira Frosini e Giacomo Calabrese

drammaturgia e regia Elvira Frosini

disegno luci Ilara Patamia

Reperto#01 è finalista al festival “Le voci dell’anima- incontri teatrali 2006” Teatro della Centena – Rimini.

Reperto#01 è concepito come l’attraversamento di un luogo-non luogo, un tempo sospeso. Lo spazio è immerso in materiale plastico, materiale che avvolge anche lo spettatore. Il progetto è concepito come un susseguirsi di quadri, di immagini, di azioni che si accendono e si sospendono, un reticolato di visioni sospese, niente che sia quotidiano eppure con un riverbero che può essere un passaggio tra l’onirico e il reale, tra l’immagine e l’uso che ne facciamo. Luogo e corpi esposti, in bilico sul senso, sul contesto continuamente negato. Luogo di frammenti che emergono, reperti, possibili elementi umani. E’ un fossile futuro la scena di materiale artificiale, industriale, chimico come il cellophane. Luogo di transito, di discesa, in cui il gesto è reperto esso stesso, la cronologia è una eventualità. “Quadri in bilico, frammentati, racchiusi, come in una placenta umana, una membrana di cellophane. Qui, dentro, due corpi “muovono” l’inconsistenza dell’essere, di un divenire mai reale, lontano, forse inesistente. E’ un noluogo, un universo rarefatto, “da conservarsi”. Sorta di post-inferno laico, in superficie, alla vista di tutti, luogo che ha dimenticato la sua funzione, luogo di assenza più che di presenza. Un progetto “futurista”, concettuale, che a tratti ricorda qualche passaggio del verbo della Societas Raffaello Sanzio: una spiritualità che non è nelle parole, ma nei gesti, nell’atmosfera, e nella musica.” ( Giuria del Premio Le voci dell’anima edizione 2006 – Rimini )

Circuito Nazionale del Nuovo Teatro – TEATRONET


14/02/09 – ore 20:45 – Teatro San Marco

Isola Teatro / Roma/ “La strada ferrata”

Scrittura scenica Marta Gilmore, Fiammetta Olivieri, Pamela Sabatini Regia Marta Gilmore

Con Fiammetta Olivieri e Pamela Sabatini

Musiche originali eseguite dal vivo Fabio Guandalini

Disegno luci Luca Barbati

Organizzazione Daniela Capece

Progetto finalista Premio Scenario 2007

Su una linea ferroviaria abbandonata, in Sicilia, si incontrano due ragazzine. Si chiamano Willie e Secondina. La strada ferrata è il loro territorio da contendere, come solo i cani e i ragazzini sanno fare. E, come per i cani e i ragazzini, si vince giocando. E giocando ci si racconta e si racconta il mondo così come lo si è conosciuto. Willie e Secondina si trasformano infinite volte divenendo surreali presentatrici televisive, bambine abusate, suore, ciclisti famosi, donne fatali, ballerine, cantanti. Le accompagna, come un musicista di strada seduto su un rocchetto per cavi da cantiere, Fabio Guandalini, con leggerezza e sapienza musicale, passando dalla chitarra al clarinetto, dal didjeridoo all’armonica, dalla musica folk a quella sacra, dal valzer al blues. Secondina è arrivata in sella alla sua bicicletta, Berta. È fuggita dalla cantina dove suo padre la teneva rinchiusa dopo aver trovato la foto di un ragazzino biondo che le somiglia ma non è lei, e che forse è suo fratello, il figlio di un segreto di famiglia. E Secondina racconta di aver percorso tutta la strada fino alla Sicilia in bicicletta, alla ricerca di questo fratello, percorrendo i territori del suo immaginario: il triangolo esoterico del Monferrato, le chiese con le messe nere, le colline, le risaie. Quello che rivuole indietro è un giorno della sua infanzia, insieme a un fratello che non ha mai conosciuto, e che forse neanche esiste. Willie si trascina dietro la sua bambola, Camilla. È arrivata dal mare, molto tempo prima, insieme a sua sorella Alva. Ed è di Alva che Willie vuole raccontare, della vita che facevano insieme a San Berillo, il quartiere storico della prostituzione a Catania, fiorito attorno alla base militare Nato di Sigonella. San Berillo – con la sua babele di donne e i lustrini sulle divise dei soldati americani – ci è sembrato il giusto approdo per Willie e per Alva, personaggi liberamente ispirati a Proibito, l’atto unico di Tennessee Williams, che racconta di una bambina prostituta che vive sul ciglio della ferrovia in seguito alla morte della sorella. È l’incontro, impensabile eppure possibile, tra queste due solitudini ad essere al centro del nostro lavoro. È questa relazione, conflittuale e speculare, che permette loro di riprendersi le proprie storie. E per farlo si usa quello che c’è, creando uno spazio ogni volta diverso. Nei codici adolescenziali c’è spazio solo per l’assoluto. Non c’è niente da compiangere, da descrivere, da spiegare.

Circuito Nazionale del Nuovo Teatro – TEATRONET


21/02/09 – ore 20:45 – Teatro San Marco

ZeroBeat / Mantova / “Cara la pelle”

Un progetto scritto e diretto da Enrica Provasi

Con: Sara Mansi, Enrica Provasi, Luisa Supino

Luci: Federico Ferrari

Video: Barbara Viotto

SPETTACOLO VINCITORE PREMIO NEW CONTAMINATE ART FESTIVAL DI AVERSA edizione 2007 / SELEZIONE AL FESTIVAL“UBUSETTETE” fiera di alterità teatrali – ROMA 2007

Liberamente tratto da: “Come se io non ci fossi”  di Slavenka Drakulic e “Cecenia. Il disonore russo” di Anna Politkovskaja. ll 7 ottobre 2006 è morta Anna Politkovskaja, assassinata a colpi di pistola nell’ascensore della sua casa, a Mosca. Era una delle poche giornaliste russe che avesse ancora il coraggio di denunciare la corruzione mafiosa del governo Putin e l’infinita serie di violenze, torture, rapimenti, stupri, esecuzioni e massacri perpetrati dalle truppe federali sui civili in Cecenia. “Cara la pelle” è un lavoro nato grazie anche ai suoi libri. Ed è a lei che lo dedichiamo. Cara la pelle racconta di una donna qualsiasi, e di una guerra che un mattino entra nella sua vita “con un calcio nella porta”. Una donna che fa l’insegnante in un paesino di provincia, figlia di un’impiegata statale e di un ingegnere, che viene caricata su un autobus e portata in un campo di concentramento dove diverrà prima serva, poi oggetto di violenza sessuale ripetuta, di tortura sistematica, concubina, ed infine “profuga” spedita in un paese straniero. I profughi di Cara la pelle sono donne. Donne di origini, tradizioni, religioni, lingue diverse. Accomunate dall’essere state bestiame di scambio, prostitute, animali da soma, da tortura o da compagnia. Sbriciolate, consumate, come un pezzo di pane, o di sapone. Insieme all’italiano, i dialetti  – uno del nord italia ed uno del sud – si impastano. Terra e fango. Un’unica voce frammentata in quelle migliaia di voci di donne che parlano lingue diverse, accomunate dall’essere state depredate.

Circuito Nazionale del Nuovo Teatro – TEATRONET


04/03/09 – ore 20:45 – Spazio 14

CapoTrave / Arezzo / “Robisonade”

Coproduzione Kilowatt Festival – Armunia Festival Costa degli Etruschi In collaborazione con Regione Toscana – Comune di Pieve Santo Stefano (Ar) – Rialto Santambrogio di Roma

Ideazione e drammaturgia Lucia Franchi e Luca Ricci

Collaborazione alla drammaturgia e azione Simone Faloppa e Pietro Naglieri

Scena Alessandro Rosa e Licoris Lelli

Disegno luci Luca Giovagnoli e Stefan Schweitzer

Regia Luca Ricci

Un uomo solo, un’isola deserta: fascino e violenza di questa condizione. Spingersi oltre le soglie della quotidianità, dove le intensità del corpo si muovono libere, nel segreto interiore dell’uomo, fuori dalla progressione luminosa della storia. L’isola è l’altrove. Sta sotto il nostro mondo, ne è il capovolgimento. Sull’isola finisce tutto quello di cui ci liberiamo. Il naufragio è un incubo, però l’isola è anche il luogo di un nuovo inizio: la piazza pulita da cui può rinascere ogni cosa. Ma la civiltà regge ancora alla verifica della natura? Oppure l’isola ha un volto oscuro, irto di insidie e cupamente magico? L’isola è affogata sotto tre strati di plastica: è la rappresentazione diretta di una violenza, apparentemente inespressa, con cui si confrontano oggi tutti i tentativi di dare a sé un nuovo inizio. Cento kg. di gommapiuma e più di mille buste di plastica sono l’ambiente contro cui sopravvivere. Un luogo pieno di segni della nostra contemporaneità ma anche tremendamente vuoto, che non risponde, più duro di qualsiasi natura ostile.

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21/03/09 – ore 20:45 – Teatro San Marco

Fibre Parallele / Bari / “Mangiami l’anima e poi sputala”

con: Licia Lanera, Riccardo Spagnulo

Regia: L. Lanera-R.Spagnulo

Con il progetto "Capatosta – Esercizi di lingua violenta" presentato con il Teatro Kismet e con la collaborazione di Ravenna Teatro/Teatro delle Albe e del Teatro Pubblico Pugliese, Fibre Parallele Teatro è tra i dieci vincitori del bando Nuove Creatività pubblicato dall’Ente Teatrale Italiano. Il progetto si concluderà con il debutto di una nuova produzione al Teatro Valle di Roma nel maggio 2009.

Il "devoto" si riconosce, anche fisicamente: ha una postura (ad esempio, il busto leggermente inclinato), lo sguardo rivolto verso l’alto, un sorriso tra l’imbarazzato e il perennemente felice. Il devoto è una categoria, ha su di sé – non solo come oggettistica o come laiche stimmate – il peso, il dolce fardello, il segno di un essere "soggetto a", di colui che vive per l’oggetto della sua devozione. Il devoto tradizionale, ovvero storico, mantiene una rispettosa distanza dall’oggetto di devozione: non si concepisce come pari né ha dimestichezza con ciò che venera. Anzi: la venerazione implica lontananza e solo parziale conoscenza. In questa immagine stereotipata, qualcosa sta cambiando: nel cattolicesimo, ad esempio, è invalsa l’abitudine a dare del "tu" al venerato. Si sentono monaci, prelato o parrocchiani chiamare "Antonio" o "Francesco" come se, invece di santi, fossero amiconi, compagni di calcetto particolarmente dotati o colleghi di lavoro con un certo carisma. Il devoto non è più sottomesso e confuso, ma ammiratore, sorpreso e divertito, complice e partecipe, delle doti dell’idolo. Proprio su questo ambiguo cambio di rapporti con il venerato sembra giocare Mangiami l’anima e poi sputala, della giovanissima compagnia barese Fibre Parallele. Licia Lanera e Riccardo Spagnuolo (questi i nomi dei due fondatori del gruppo) si immaginano la storia di una beghina pugliese: una zitelletta dissociata, una emarginata che vive solo nella devozione, nel girare di chiesa in chiesa a lavare sacrestie. La donna proietta la sua solitudine nel dialogo con il Cristo, tanto che – come era da attendersi – questi scende dalla Croce e si dedica a lei. Ma è un Cristo fin troppo umano: parla con accento slavo, fuma, fa aerobica, guarda la tele ed ha dell’amore cristiano una visione molto carnale. La beghina, ovviamente, dapprima si muta in perfetta casalinga, asservita al suo Gesù spiazzante ma tanto atteso, poi – messa sempre più a disagio dalla dimestichezza con il venerato – decide di sbarazzarsene. Uccide il Cristo proprio perché delude la sua visione "distante" di devota. L’idea del figlio di Dio che torna tra gli umani non è nuovissima: da Beppe Grillo (in un brutto film) a Denys Arcand (con l’indimenticabile Jesus of Montréal) in molti se ne sono occupati. Ma in Mangiami l’anima e poi sputala è interessante proprio il punto di vista della zitelletta sessuofobica e borghesuccia, che ribalta la prospettiva rispetto al disagio di un divino mai compreso fino in fondo. Tratto dall’omonimo romanzo di Giovanna Furio, lo spettacolo ha momenti di grande ilarità e cinismo, nel barocco linguistico e immaginifico di una Puglia sempre sospesa tra innovazione e tradizione: fa tornare alla mente il lavoro di un’altra compagnia barese, quel Japigia Teatro che attraversò come una luminosissima meteora la scena italiana degli anni Novanta. E forse è veramente impossibile scampare alla messinscena e alla menzogna.

Spettacolo teatrale per adulti.

Circuito Nazionale del Nuovo Teatro – TEATRONET