Calendario TS14

Newsletter Spazio 14

Informazioni tempestive su corsi, spettacoli e altre attività:
NEWSLETTER
Viene rispettata la legge sulla Privacy e cancellarsi è semplice!

L’altra

image

Il Comune di Trento – Servizio Cultura e Turismo
con la collaborazione di Teatrincorso
propone la prima teatrale:

L’altra
da Pirandello (“Trovarsi”, “La signora Morli una e due”, “Ciascuno a suo modo”)

Regia Elena Marino
Interpreti Luana Albergo, Tiziano Chiogna, Tony Colangelo, Michele Comite, Margherita Giuliani, Lorena Guerzoni, Maddalena Primo
Video Alice Colla
Produzione Teatrincorso

Attrici o semplici madri, mogli o amanti… le donne in Pirandello sono comunque portatrici per eccellenza del marchio della dissonanza fra quello che appare nella quotidianità sociale e quello che la persona vive interiormente. Costretta in ruoli sempre troppo restrittivi, combattuta fra diverse tensioni e desideri di segno opposto, umiliata dalle convenzioni sociali, sacrificata a portare senza fine una maschera che s’identifica con il suo stesso destino, la donna appare, nei testi dello scrittore siciliano, ostinatamente tesa a incontrare quell’altra, quella sconosciuta a sé e alla società, che in fondo è lei stessa.
La galleria di donne pirandelliane che lo spettacolo “L’altra” evoca e mescola, fino a trarne un unico paesaggio umano sullo sfondo del teatro e del mestiere d’attrice, al quale Pirandello aveva dedicato molta attenzione nella sua creazione di personaggi, ricerca i nodi emozionali e comportamentali in cui le donne sono avvinte, spesso con estrema lucidità.

In cerca della propria interiorità e dei propri sentimenti, perché finalmente acquistino uno statuto “normalmente femminile”, come richiede il mondo che la circonda, Donata in “Trovarsi” esprime così il doloroso fallimento della donna che voglia  conservare la propria statura artistica e insieme trovare l’intimità con un uomo che la sappia accettare. Delia in “Ciascuno a suo modo” si vendica, straziandoli nei sentimenti, di quanti la amano per il suo bellissimo corpo senza curarsi dell’animo che esso contiene. Evelina, in “La signora Morli una e due”, è donna divisa tra il suo ruolo di madre e il suo desiderio di donna, tra l’essere amante e l’essere moglie, tra la leggerezza di una vita spensierata e turbinosa e la grigia tranquillità di una routine che, per ironia tipicamente pirandelliana, le è stata assicurata dall’amante piuttosto che dal marito troppo irresponsabile e inaffidabile.

Pirandello tratteggia una condizione femminile alle prese con una società ipocrita e perbenista, gretta e sorda alle esigenze intime delle donne che, con dolore e spesso con contraddizione interiore, si scoprono esseri umani che trascendono norme e convenzioni sociali imposte.

L’abilità con la quale lo scrittore siciliano mette a nudo i gangli nevralgici dei rapporti umani e del linguaggio, costruiti e controllati dalla società, risulta estremamente moderna e attuale. La sua attenzione al mondo femminile riecheggia il giudizio di Rilke: “Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l’umanità femminile. Questo progresso trasformerà l’esperienza dell’amore, (…) la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano, non più da maschio a femmina. E questo più umano amore somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo, all’amore che in questo consiste, che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda….”.

Il trittico di testi presentato dallo spettacolo s’intreccia e s’amalgama in un passaggio da situazione a situazione e da personaggio a personaggio sullo sfondo costante di immagini e frasi che rivelano il filo rosso che accomuna le varie figure di donna. La modernità della riflessione pirandelliana sulla comunicazione e sulla costruzione della realtà motiva la scelta di riportare i testi pirandelliani a un linguaggio scenico contemporaneo, lontano dal decor scenico borghese del primo novecento e più vicino alle attuali inquietudini.